Chiusura

Sospensione Partita Iva

Sospensione partita iva, è possibile? Hai aperto la Partita Iva ma sei in una situazione per la quale sai già che per un certo periodo non la utilizzerai e quindi pensavi di sospenderla? La nostra legislazione non prevede la possibilità di sospensione della Partita Iva neanche per motivi di salute. Questo significa che se vuoi interrompere l’attività dovrai necessariamente chiudere la Partita Iva. Chiudere o sospendere Partita Iva? La chiusura di una Partita Iva non preclude la possibilità futura di aprire una nuova Partita Iva, sempre che si cessi effettivamente un’attività e se ne inizi una nuova. Prima di effettuare questa scelta così radicale, valuta la possibilità di tenere ancora aperta la Partita Iva anche in assenza di fatturato. Se decidi di chiudere la Partita Iva, noi di pratichepartitaiva.it possiamo occuparci di tutte le pratiche di cessazione. Mantenere aperta una Partita Iva ha dei costi, ma anche la chiusura con successiva apertura prevede il sostenimento di spese. Quando chiudere Partita Iva? Vediamo insieme alcune delle possibili motivazioni che ti fanno pensare alla sospensione della Partita Iva e come affrontarle! Lavoro dipendente Se hai trovato un’occupazione come lavoratore dipendente, potresti non voler chiudere la Partita Iva perché vuoi tenere aperta una porta nel caso in cui il contratto non ti venisse rinnovato, oppure perché non sai se potrà piacerti quel tipo di lavoro o ancora sai che si tratta di un lavoro che ti occuperà solo per pochi mesi. Ecco, in questo caso puoi continuare a tenere aperta la Partita Iva e aspettare di avere le idee chiare prima di procedere con la chiusura definitiva della Partita Iva. Se la tua attività è iscritta in Camera di Commercio, potrai rendere inattiva la Partita Iva al Registro Imprese, mentre continuerà ad essere aperta in Agenzia delle Entrate. In qualsiasi momento dovessi decidere di “riattivare” la tua attività di impresa, dovrai solo fare le pratiche di iscrizione in Camera di Commercio ed eventualmente anche all’Inps, Inail, Suap. Se la tua è un’attività professionale, non dovrai presentare nessuna pratica all’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi, dovrai continuare a tenere la contabilità e a redigere la dichiarazione dei redditi secondo quanto previsto dal tuo regime fiscale; Problemi di salute Hai problemi di salute che sai ti impediranno di lavorare per alcuni mesi? Non devi necessariamente chiudere la Partita Iva. Anche in assenza di fatturato la Partita Iva potrà rimanere aperta ma dovrai continuare ad assolvere agli adempimenti contabili, fiscali e contributivi previsti dal tuo regime. Nel momento in cui ti sarai ristabilito potrai riprendere regolarmente l’attività. Sta a te verificare la convenienza di chiudere l’attività e riaprirla una volta che potrai riprendere lo svolgimento dell’attività. Assenza di lavoro Al momento non hai prospettive lavorative e continuare a tenere aperta la tua attività comporterebbe solo di avere dei costi che non vuoi sostenere. In questo caso la soluzione è quella di procedere con la chiusura della Partita Iva. Questo non pregiudica la possibilità di aprirne una nuova in futuro. Ovviamente chiudere e riaprire Partita Iva, è corretto solo nel caso in cui si cessa un’attività e dopo un po’ di tempo se ne inizia un’altra. Non si può invece, chiudere e riaprire per mettere in atto comportamenti elusivi. Servizio online Naturalmente ogni caso ha una propria storia e dovrebbe essere valutato nella sua interezza, ci sono tanti elementi che possono portare a decisioni diverse anche se apparentemente le situazioni sono simili. Ti consiglio di informarti bene prima di prendere una decisione che magari in un primo momento potrebbe sembrare la più economica ma poi ad un’analisi più approfondita potrebbe rivelarsi in maniera diversa. Noi di pratichepartitaiva.it offriamo anche un servizio di consulenza fiscale che potrebbe esserti di notevole aiuto. Contattaci compilando il form, il nostro Team di professionisti ti aspetta!

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Chiusura attività commerciale

Effettuare chiusura attività commerciale Devi chiudere un’attività commerciale individuale e non sai quali sono gli adempimenti? Vediamo insieme quali sono le cose che devi sapere prima di procedere con la chiusura dell’attività commerciale. 1- Devi aver venduto la merce destinata alla tua attività. Nel caso estremo tu non sia riuscito a vendere tutta la merce, potrai autofatturare le rimanenze di magazzino. 2- Devi dismettere anche eventuali beni strumentali che hai acquistato con la tua Partita Iva. 3- Se hai un contratto di locazione, sarà necessario comunicare al locatore la disdetta, verifica il tuo contratto perché generalmente la risoluzione è da comunicare con almeno sei mesi di anticipo. 4- Dovrai disdire le utenze e i contratti attivati durante l’esercizio della tua attività. Per chiudere l’attività commerciale sarà necessario procedere con la comunicazione a tutti gli enti interessati dalla tua Partita Iva. Per le pratiche di chiusura potrai rivolgerti al nostro servizio, ci occuperemo noi di tutti gli adempimenti. Contattaci! Quali sono gli enti ai quali comunicare la chiusura dell’attività commerciale? Gli enti a cui dovrai comunicare la cessazione sono: Agenzia delle Entrate Camera di Commercio Inps Inail Suap Sarà necessario preventivamente verificare se la comunicazione dovrà essere presentata a tutti gli enti indicati o solo a qualcuno di essi. Il nostro servizio 100% online Noi di pratichepartitaiva.it ci occupiamo delle pratiche di chiusura delle ditte individuali e abbiamo al nostro attivo migliaia di pratiche. I nostri professionisti sono a tua disposizione per effettuare tutto online! Per la chiusura dell’attività commerciale sarà necessario predisporre la pratica Comunica con la quale verrà comunicata la cessazione della Partita Iva in Camera di Commercio, all’Agenzia Entrate, all’Inps, se necessario dovrà essere compilata la Scia e la pratica di cessazione all’Inail. Se ti rivolgi a noi di pratichepartitaiva.it non dovrai pensare a quali moduli compilare e a quali documenti ti serviranno, ti comunicheremo noi tutto quello che serve per poter procedere con la chiusura dell’attività commerciale. Scopri il servizio per la chiusura in Camera di Commercio, se hai subbi compila il form e verrai contattato da uno dei nostri professionisti esperti!

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Chiudere Partita Iva con debiti

Si può chiudere Partita Iva con debiti? E’ possibile chiudere la Partita Iva individuale anche se questa nel corso della sua attività ha contratto dei debiti. Il team del nostro servizio online Pratiche Partita Iva è composto da Professionisti specializzati nelle pratiche di chiusura delle ditte individuali. Scrivici descrivendo la tua situazione e ti indicheremo i passaggi per chiudere partita iva con debiti. Esatto, anche se hai dei debiti puoi procedere con la chiusura! Anzi, così non ne maturi di nuovi! Come funziona con i debiti? Chiudere la Partita Iva con debiti non significa che i debiti si estinguono con la chiusura della Partita Iva, i debiti contratti dalla ditta individuale vengono infatti trasferiti sulla persona fisica. I debiti derivanti dalla gestione della Partita Iva devono essere pagati dall’imprenditore stesso, è infatti l’imprenditore l’unico responsabile della gestione dell’attività e corre tutti i relativi rischi considerato che è responsabile con il proprio patrimonio personale degli eventuali debiti contratti dall’azienda. Ma non spaventarti di questa cosa, molto dipende dal tipo di debiti contratti durante la gestione dell’attività con Partita Iva. E’ normale che un imprenditore individuale/professionista si trovi a dover ancora saldare delle pendenze nel momento in cui chiude la propria Partita Iva, ti faccio alcuni esempi: Il costo del consulente/professionista per elaborare le dichiarazioni fiscali che hanno scadenza successiva alla chiusura della Partita Iva ma sono ancora riferite all’anno fiscale nel quale la Partita Iva era attiva, ad esempio, dichiarazione dei redditi, dichiarazione Iva, ecc. Il pagamento delle imposte e dei contributi relativi al periodo di imposta di chiusura della Partita Iva; Pagamento dell’Iva quando dovuta; Saldo delle ultime utenze e delle ultime fatture ricevute con scadenza pagamento successivo alla data di chiusura della Partita Iva. Questi debiti sono una naturale conseguenza dell’esercizio di un’attività. Chiudere Partita Iva con debiti di tasse e contributi Un’altra tipologia di debiti è rappresentata da quelli maturati nel corso dell’attività e che non sei riuscito a saldare periodicamente con la normale gestione. Potresti aver maturato dei debiti nei confronti dell’Erario, come Irpef, Imposta Sostitutiva all’Irpef, Addizionali Regionali o Comunali, Iva, oppure nei confronti dell’Inps, dell’Inail, della Camera di Commercio o ancora dei debiti nei confronti dei fornitori o istituti di credito. Quando non saldi dei debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione, l’Ente creditore (Erario, Inps, Inail, Camera di Commercio, ecc) ti inviano delle comunicazioni nella quali ti viene chiesto di assolvere al pagamento degli importi dovuti. In alcuni casi è anche possibile chiedere una rateizzazione. Nel caso in cui tu non dovessi pagare nei termini che ti hanno indicato, la pratica viene trasmessa all’Agenzia Entrate Riscossione che provvede ad emettere nei tuoi confronti una cartella esattoriale. Anche la cartella esattoriale può essere oggetto di rateizzazione. Nel caso in cui non dovessi pagare anche la cartella esattoriale, Agenzia delle Entrate Riscossioni metterà in atto delle procedure per poter rientrare del debito. Tali procedure possono andare dal fermo amministrativo dei mezzi all’ipoteca sugli immobili di proprietà ma questo è anche subordinato all’importo dovuto. Se invece hai maturato nei debiti nei confronti dei fornitori che non riesci a saldare interamente, potrai concordare con loro un piano di rientro. Se ti trovi nella condizione di dover chiudere la tua Partita Iva, potrai rivolgerti a noi di pratichepartitaiva.it. Contattarci è semplice, compila il form e sarai seguito da un professionista esperto nella materia. Perché è comunque importante chiudere Partita Iva? Mantenere la Partita Iva aperta senza più svolgere l’attività autonoma, non è una mossa strategica! Di seguito i motivi principali per i quali è importante procedere con la chiusura: non sarai più titolare di Partita Iva e non sarai più obbligato a compilare i quadri relativi alla Partita Iva nel Modello Unico. non maturerai nuovi importi dovuti per la Partita Iva. l’accesso a determinate indennità (come ad esempio Reddito di cittadinanza, Disoccupazione, altri Bonus, ecc.) non ti sarà bloccato per possesso di Partita Iva Se hai necessità di chiudere retroattivamente, leggi il nostro articolo Chiusura Partita Iva retroattiva. Contattaci ora, possiamo aiutarti!

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Come chiudere una Ditta individuale con debiti?

Come fare per chiudere una Ditta individuale con debiti? E’ possibile chiudere una ditta individuale se si hanno dei debiti? La risposta è affermativa. Succede anche alle ditte individuali di non riuscire a far fronte a tutti gli impegni economici che la gestione della Partita Iva comporta, pertanto in caso si abbiano dei debiti maturati nei confronti di fornitori, banche, Erario, Inps cosa è possibile fare? La soluzione spesso adottata è quella di chiudere la Partita Iva. Che fine fanno i debiti? L’imprenditore individuale risponde con il proprio patrimonio personale dei debiti contratti. La procedura però per aggredire il patrimonio non è così semplice né immediata. Per far fronte al pagamento dei debiti, l’approccio è diverso a seconda dei soggetti coinvolti. Con i fornitori si può addivenire ad un accordo transattivo proponendo ad esempio un importo inferiore al dovuto che saldi e stralci il debito residuo. Lo stesso approccio può essere adottato anche nei confronti dei debiti contratti nei confronti degli istituti bancari. Per i debiti maturati con gli Enti, Inps, Agenzia delle Entrate, Agenzia Entrate Riscossione e lnail, è necessario contattare direttamente l’ente e chiedere come procedere per rateizzare l’importo dovuto e quali documenti devono essere prodotti a supporto della richiesta. Perché conviene chiudere Partita Iva se si hanno debiti? E’ conveniente chiudere la Partita Iva se hai debiti e non svolgi più l’attività, in quanto con la chiusura della Partita Iva non maturano ulteriori contributi previdenziali o assistenziali da versare, ecco perché in alcuni casi è necessario provvedere quanto prima a chiudere una ditta che economicamente non ha più i presupposti per poter continuare ad esistere. La chiusura della ditta individuale con debiti è quindi possibile ed in alcuni casi assolutamente necessario e a tal fine si dovrà presentare la pratica di chiusura in Agenzia delle Entrate e se la Partita Iva era iscritta anche presso altri enti, come ad esempio la Camera di Commercio, dovrà essere inviata anche la pratica Comunica. Chiudere una Ditta individuale con il nostro servizio online? I professionisti che formano lo staff di Pratiche Partita Iva sono specializzati nelle pratiche di chiusura delle Partite Iva individuali. Presentiamo centinaia di pratiche ogni mese ed è anche possibile presentare pratiche di chiusura retroattiva. Contattaci ora via WhatsApp o compila il form per avere maggiori informazioni!

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Chiudere attività commerciale

Come chiudere attività commerciale? La chiusura dell’attività commerciale deve essere comunicata a tutti gli enti interessati. Ma quali sono gli enti interessati? Vale a dire tutti gli enti ai quali era stata comunicata l’apertura e l’inizio dell’attività. Tali comunicazioni comportano la compilazione e l’invio di una o più pratiche. Con il servizio che offriamo su Pratichepartitaiva.it trovi a tua disposizione un gruppo di professionisti esperti che da anni si occupano di pratiche nei confronti della pubblica amministrazione, in particolare pratiche di chiusura dell’attività delle ditte individuali. Quali sono gli enti a cui comunicare la chiusura? Gli enti interessati possono essere tutti o alcuni di quelli che troverai indicati di seguito: Comune Se per la pratica di apertura della tua attività avevi comunicato la segnalazione di inizio attività (Scia) al Suap del comune, sarà necessario presentare anche la pratica Scia di chiusura. La presentazione della pratica al Suap potrebbe essere soggetta al pagamento di bolli o diritti comunali; pertanto, è necessario prima di chiudere la tua attività commerciale contattare il Comune per verificare l’importo e la modalità di pagamento degli stessi. Se affidi a noi l’incarico di compilare ed inviare la Scia, sarà nostra cura accertarci presso il Comune degli eventuali importi da pagare e la modalità con la quale effettuare il pagamento; Agenzia delle Entrate E’ necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate la cessazione dell’attività commerciale con conseguente chiusura della Partita Iva. Il modello di cessazione viene inviato con la procedura Comunica StarWeb; Camera di Commercio E’ necessario comunicare al Registro Imprese la chiusura dell’attività presentando la pratica Comunica. La pratica dovrà essere presentata non oltre i 30 giorni dalla data di cessazione. Se hai necessità di presentare una pratica con data di chiusura retroattiva più di 30 giorni, leggi il nostro articolo: Chiusura Partita Iva retroattiva. Inps Anche all’Inps dovrà essere comunicata la chiusura dell’attività commerciale, è la Camera di Commercio che a seguito del ricevimento della pratica Comunica comunicherà all’ente la cessazione della posizione previdenziale; Inail Se per la tua attività avevi aperto una posizione assicurativa all’Inail, sarà necessario comunicare la chiusura della partita Iva anche a tale ente. Servizio online semplice e veloce Se affidi a noi di pratiche partita Iva la gestione della chiusura dell’attività commerciale non devi preoccuparti delle pratiche, ti diremo noi quali documenti ci necessitano e quali sono i costi che dovrai sostenere. Contattaci senza impegno compilando il form che trovi accedendo alla nostra pagina pratichepartitaiva.it

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Chiusura attività artigianale

Come si fa la chiusura di un’attività artigianale? Per chiudere l’attività artigianale è necessario presentare una pratica in Camera di Commercio e comunicare la cessazione dell’attività a tutti gli enti interessati, ovvero: Agenzia delle Entrate Inps Inail La cancellazione dal Registro delle Imprese comporta automaticamente la cancellazione dell’impresa artigiana dall’Albo Artigiano e anche all’Inps. Continuazione attività come commerciante E’ possibile cancellarsi al solo Albo delle Imprese Artigiane e rimanere iscritti al Registro Imprese e di conseguenza all’Agenzia delle Entrate ma solo in alcuni casi: Quando l’impresa ha perso i requisiti di artigianalità (L. 443 del 08 agosto 1985): Superamento limiti dimensionali; Adozione forma giuridica non compatibile; Il titolare dell’impresa non partecipa più prevalentemente, personalmente e manualmente al processo produttivo dell’impresa; Quando l’impresa con attività mista artigiana e commerciale rimane attiva per la sola attività commerciale In caso di società, quando la maggioranza dei soci non svolge in prevalenza lavoro personale anche manuale nel processo produttivo Il titolare o i soci non sono personalmente in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti da specifiche normative per l’esercizio di particolari attività, ad esempio autoriparatori, estetisti, impiantisti, ecc.) Quando l’impresa con attività mista artigiana e commerciale rimane attiva per la sola attività commerciale. La cessazione dell’impresa artigiana e la perdita dei requisiti deve essere comunicata entro il termine di 30 giorni dalla data dell’evento. Le pratiche di chiusura attività artigianale Se devi chiudere definitivamente l’attività artigiana, è necessario presentare la pratica ComUnica con la quale si comunica al Registro Imprese, Albo artigiani, Inps, Agenzia Entrate la data di cessazione. Non dimenticare di comunicare la cessazione anche all’Inail. La pratica di chiusura dell’attività artigianale puoi farla anche in autonomia ma dovrai aderire al servizio Telemaco, dotarti di un dispositivo di firma digitale e avere un indirizzo PEC, in alternativa potrai rivolgerti ad un professionista fisico oppure ad un servizio online come quello offerto da pratichepartitaiva.it. Con il nostro servizio online, siamo esperti nelle pratiche di chiusura delle attività e siamo a tua disposizione per compilare ed inviare le pratiche. Il nostro è un team composto da professionisti che hanno al loro attivo migliaia di pratiche, in tutta Italia. Trovi il servizio per la chiusura della Partita Iva artigianale qui: https://pratichepartitaiva.it/servizio/chiusura-partita-iva-camera-di-commercio/. Compila il form e contattaci per avere maggiori informazioni per la tua situazione!

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Chiudere attività

Come chiudere attività? Hai una ditta individuale e vuoi chiudere attività? In questo articolo ti forniremo tutte le informazioni sui passaggi necessari. Le pratiche necessarie per chiudere attività, variano a seconda dei seguenti fattori: se hai un’attività individuale, ed è proprio questo argomento che analizzeremo nei prossimi paragrafi se hai una società, in questo articolo non troverai informazioni in merito in quanto con il nostro servizio online abbiamo deciso di focalizzarci unicamente delle Partite Iva individuali Chiudere attività individuale, cosa fare? Per cessare definitivamente la tua attività individuale, devi presentare pratiche differenti a seconda della tua situazione. Puoi trovarti in due differenti situazioni: hai Partita Iva aperta solo all’Agenzia delle Entrate la tua attività è iscritta anche in Camera di Commercio E’ quindi molto importante verificare se sei iscritto in Camera di Commercio così da procedere a chiudere tutte le posizioni correttamente. Non sai se sei iscritto in Camera di Commercio? Non preoccuparti, scoprilo ora seguendo la nostra guida verifica iscrizione Camera di Commercio. Chiudere all’Agenzia delle Entrate Se la tua Partita Iva è iscritta solo all’Agenzia delle Entrate, per chiuderla basterà compilare e inviare telematicamente il modello AA9/12 all’ente stesso. Se compili e invii in autonomia il modulo, non dovrai pagare nulla. Se, invece, vuoi affidarti a professionisti con esperienza in centinaia di pratiche come la tua, puoi acquistare il nostro servizio online Chiusura Partita Iva Agenzia delle Entrate € 29,99 + Iva 22%. Successivamente all’acquisto, ti chiederemo via email: Carta d’Identità Codice Fiscale Certificato attribuzione Partita Iva, se non ne sei in possesso ti diremo come recuperare gratuitamente le informazioni sulla tua attività Data nella quale vuoi chiudere la tua Partita Iva Una volta che ci invierai i documenti, entro 3 giorni lavorativi chiuderemo la tua attività e ti invieremo la ricevuta ufficiale! Chiudere in Camera di Commercio Quando hai un’attività iscritta in Camera di Commercio, oltre la chiusura all’Agenzia delle Entrate, devi effettuare la chiusura della posizione in Camera di Commercio, all’Inps e (se iscritto) anche all’Inail. E’ molto importante chiudere tutte le posizioni così da non continuare a maturare importi dovuti anche se hai smesso di svolgere l’attività. La cessazione all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio e all’Inps si effettua con un’unica pratica da inviare online attraverso il sistema telematico utilizzato dalla tua Camera di Commercio. In questo caso, anche se decidi di presentare la pratica in autonomia, dovrai comunque versare i diritti di segreteria richiesti dalla Camera di Commercio di circa 40 euro. Se non sei pratico di queste cose, affidati ai nostri professionisti online che hanno esperienza decennale in questa tipologia di pratiche, scopri il servizio chiusura Agenzia delle Entrate + Camera di Commercio + Inps + Inail € 139,99 + Iva 22%. Successivamente all’acquisto, ti chiederemo via email: Carta d’Identità Codice Fiscale Visura Camerale aggiornata, se non ce l’hai puoi scaricarla gratuitamente se hai lo SPID! Segui la nostra guida verifica iscrizione Camera di Commercio Indirizzo PEC (solo se in possesso) Firma Digitale (necessaria solo per alcune Camere di Commercio, a seguito del tuo acquisto riceverai maggiori informazioni) Data in cui vuoi chiudere la tua Partita Iva Eventuali informazioni sulla tua posizione Inail (se iscritto) Una volta che ci invierai i documenti, entro 7 giorni lavorativi chiuderemo la tua attività e ti invieremo le ricevute ufficiali!

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Cessazione attività Camera di Commercio

Come si fa la cessazione attività Camera di Commercio? Se hai una Partita Iva individuale iscritta in Camera di Commercio e decidi di cessare l’attività, è importante presentare la pratica di cessazione attività in Camera di Commercio. Se non sai se sei iscritto in Camera di Commercio, consulta la nostra guida verifica iscrizione Camera di Commercio. Infatti non basta smettere di fatturare, anzi, ti consigliamo di chiudere tempestivamente le posizioni così da evitare di dimenticarti e di avere brutte sorprese tra qualche anno. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i passaggi per la cessazione dell’attività alla Camera di Commercio. Come funziona la pratica di cessazione attività Camera di Commercio? E’ importante procedere con la chiusura nel modo corretto così da evitare sanzioni o di dimenticarsi di chiudere alcune posizioni e continuare a maturare importi dovuti. Analizziamo quindi le risposte alle domande più frequenti che riceviamo sull’argomento da parte dei nostri utenti. A quali enti si deve comunicare la cessazione? Se hai un’attività individuale (quindi non una società) iscritta in Camera di Commercio, per effettuare la chiusura si deve presentare una pratica telematica attraverso la procedura Comunica Starweb. Con questa unica pratica, si chiudono contemporaneamente: la Partita Iva all’Agenzia delle Entrate la posizione in Camera di Commercio (se aperta) la posizione Inps Se sei iscritto all’Inail, tale posizione dovrà essere cessata con un’altra apposita pratica, direttamente dal sito di tale ente. Quando si deve effettuare la cessazione in Camera di Commercio? Se hai deciso di cessare la tua attività, ti consigliamo di effettuare tutte le pratiche di chiusura tempestivamente. Perché è importante cessare la posizione in Camera di Commercio? Perché altrimenti, anche se non fatturi nessuna fattura: continui a maturare il diritto Camerale richiesto ogni anno dalla Camera di Commercio continui a maturare i contributi fissi Inps dovuti a tale ente se sei iscritto all’Inail continui a maturare i premi dovuti Se ti dimentichi di avere una posizione aperta, dopo qualche anno ti ritrovi a dover pagare la somma di tutti questi importi, addizionati di sanzioni ed interessi! Ti consigliamo quindi di procedere con attenzione e chiudere tutte le posizioni, riceviamo molte richieste da clienti che solo dopo anni si sono accorti di avere ancora le posizioni aperte (non basta chiudere all’Agenzia delle Entrate) e si sono visti recapitare cartelle con richieste di denaro importanti! Attenzione: è raro che le posizioni in Camera di Commercio vengano effettuate d’ufficio dopo un certo numero di anni di inattività. Si può effettuare la chiusura retroattiva? Se ti sei accorto dopo anni di avere una posizione in Camera di Commercio ancora attiva, ti starai chiedendo se puoi chiudere retroattivamente così da poter sgravare quanto richiesto dalla Camera di Commercio o dall’Inps o dall’Inail. La normativa prevede che si possa richiedere la chiusura: senza sanzioni ad una data retroattiva di massimo 30 giorni dalla data di invio della pratica. Ad esempio si può senza alcun problema inserire come data di cessazione il 20 ottobre se si invia la pratica entro il 19 novembre. con sanzioni se si vuole inserire una data di chiusura retroattiva a più di 30 giorni dalla data di invio della pratica di cessazione. Tali sanzioni vengono calcolate dalla Camera di Commercio una volta evasa la pratica, per poterti dare un’idea noi abbiamo visto applicare sanzioni dai 30 ai 250 euro. Negli ultimi mesi, però, molte Camere di Commercio sono molto più stingenti per l’accettazione di chiusure retroattive a più di 30 giorni e alcune sedi hanno inserito limiti più stingenti.  Ad esempio, se si presenta la richiesta di cessazione ad una data di 5 anni fa, potrebbero essere richiesti documenti che comprovino la cessazione dell’attività alla data retroattiva, ovvero l’inizio di un lavoro dipendente, la vendita dei macchinari, la cessazione del contratto di affitto, ecc.. Purtroppo queste nuove richieste in alcuni casi limitano di molto le possibilità di vedersi accettare la chiusura retroattiva in quanto non è così scontato avere documentazione che comprovi la cessazione dell’attività. In ogni caso, il nostro consiglio è quello di provare ad effettuare la cessazione retroattiva, soprattutto se si parla di anni. Infatti se si riesce a farla accettare alla Camera di Commercio, è vero che si pagherà la sanzione, ma si potrà comunicare agli enti che richiedono gli importi per gli anni pregressi nei quali si è stati inattivi che si è effettuata la chiusura retroattiva e richiedere di sgravare quanto richiesto. Quanto costa la cessazione in Camera di Commercio? Per la presentazione della pratica, potrai sostenere due tipologie di spese: una spesa obbligatoria, è quella relativa ai diritti di segreteria, ovvero un importo che la Camera di Commercio richiede per la presentazione della pratica. Per la cessazione, l’importo richiesto è di circa 40 euro. una spesa facoltativa è quella relativa all’onorario del Professionista che incaricherai per la presentazione della pratica. L’importo della spesa dipende dal professionista al quale deciderai di affidarti. La pratica di cessazione attività Camera di Commercio puoi anche presentarla in autonomia, ti consigliamo di procedere da solo unicamente se hai dimestichezza con l’argomento, così da evitare di fare errori. Con il nostro servizio online, offriamo il servizio chiusura Agenzia Entrate + Camera di Commercio + Inps ad un prezzo di € 139,99 + Iva e sono compresi anche i 40 euro circa di diritti di segreteria che ci verranno addebitati dalla Camera di Commercio. Hai bisogno di altre informazioni? Con il nostro servizio abbiamo presentato centinaia di pratiche di cessazione alle Camere di Commercio di tutta Italia, possiamo aiutarti, contattaci!

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Chiudere e riaprire Partita Iva

Chiudere e riaprire Partita Iva Puoi chiudere e poi riaprire la Partita Iva? Certo che puoi chiudere e poi riaprire la Partita Iva, non c’è una norma che vieta questa possibilità. Può succedere che nel corso della propria vita lavorativa con la Partita Iva, ci siano dei momenti in cui non è possibile proseguire l’attività per un breve o lungo periodo e allora ci si interroga su cosa sia più conveniente fare. Sospendere la Partita Iva Innanzitutto è bene specificare che non è possibile fare una pratica per “sospendere” temporaneamente la Partita Iva, la normativa fiscale infatti non prevede questa opzione. Camera di Commercio Solo se sei iscritto in Camera di Commercio, puoi rendere inattiva la posizione al Registro Imprese. Questo significa che sei comunque iscritto, che la Partita Iva è valida ma che l’attività non viene esercitata, quando ci saranno le condizioni per riprendere l’attività, sarà sufficiente presentare una pratica in Camera di Commercio e la posizione assumerà di nuovo la caratteristica di “Impresa attiva”. Rendere inattiva una ditta in Camera di Commercio comporta la presentazione di una pratica ComUnica e la successiva “riattivazione” o cessazione prevede la presentazione di un’altra pratica, ogni pratica presentata presuppone il sostenimento di costi ed inoltre la Partita Iva continua a rimanere aperta con la conseguenza che restano da effettuare tutti gli adempimenti contabili e fiscali previsti per chi ha una Partita Iva. Agenzia delle Entrate La Partita Iva in Agenzia delle Entrate rimane sempre aperta fino a che non viene presentata la pratica di cessazione. Questo vuol dire che anche se non fatturi, dovrai comunque continuare ad assolvere agli adempimenti fiscali e contabili previsti dal tuo regime contabile, uno su tutti, quello di presentare la dichiarazione Redditi Persone Fisiche anche se il reddito derivante dalla tua Partita Iva è pari a zero. L’alternativa è quella di chiudere la Partita Iva e poi riaprirla quando riprenderai ad esercitare la tua attività consapevole però che le due pratiche, chiusura ed apertura, comportano il sostenimento di costi. Aspetti da verificare Prima di chiudere la Partita Iva volevo farti riflettere su un altro aspetto, quello del regime fiscale che applichi alla tua attività. Se sei in regime forfettario, chiudi e poi riapri l’attività entro i 3 anni dalla data di cessazione e vuoi applicare alla nuova attività il regime forfettario, non potrai usufruire dell’aliquota ridotta del 5%. Per usufruire dell’aliquota agevolata del 5% non devi aver esercitato attività nei 3 anni precedenti. Ad esempio se cessi l’attività il 31.01.2023, potrai avvalerti della tassazione ad aliquota al 5% solo se aprirai dopo il 01.02.2026. Chiudere e riaprire Partita Iva Detto questo, una volta chiusa la Partita Iva, potrai riaprirla in qualsiasi momento e alla nuova attività verrà attribuito un numero di Partita Iva diverso da quello utilizzato in precedenza. Ricordati che non è sempre necessario chiudere la Partita Iva e poi riaprirne un’altra, se intendi solo cambiare il regime fiscale, e rispetti i requisiti previsti dalla normativa, basta attendere il nuovo anno per cambiare il regime fiscale e quindi passare da un regime semplificato ad un regime forfettario o viceversa. Se intendi cambiare il codice Ateco è sufficiente presentare una pratica in Agenzia delle Entrate o in Camera di Commercio, per cambiare o aggiungere un nuovo codice attività e chiudere quello che non viene più utilizzato. Spero di averti fornito alcuni spunti di riflessioni utili per aiutarti a capire se è o meno il caso di chiudere e riaprire la Partita Iva. Se hai bisogno di qualcuno che predisponga e presenti le pratiche, potrai compilare il form che troverai collegandoti al sito pratichepartitaiva.it o scriverci in chat. Saremo felici di poterti aiutare!

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Quanto costa chiudere la Partita Iva forfettaria

Quanto costa chiudere la Partita Iva forfettaria Quanto costa chiudere la Partita Iva forfettaria? La risposta è … dipende. Dipende da cosa? Dipende dal tipo di attività che eserciti. Cessare Partita Iva professionale Se la tua è una Partita Iva professionale, iscritta solo in Agenzia delle Entrate, la pratica è gratuita, devi compilare ed inviare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di cessazione. Se decidi di fare la pratica in autonomia, il modello, le istruzioni per la compilazione del modello e per la sua trasmissione le potrai trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate digitando sulla barra di ricerca Come chiudere la Partita Iva oppure accedendo al seguente link: Modello compilabile. Il modello AA9/12 potrà essere consegnato manualmente all’Agenzia delle Entrate in duplice esemplare oppure potrà essere spedito a mezzo raccomandata o ancora in maniera telematica direttamente da te oppure da un intermediario abilitato. Noi di pratichepartitaiva.it siamo intermediari abilitati all’invio telematico e per questo possiamo procedere, previo acquisto del servizio alla compilazione ed invio della pratica di cessazione in Agenzia delle Entrate. Cessare Partita Iva in Camera di Commercio Contrariamente alla pratica di cessazione della Partita Iva iscritta in Agenzia Entrate , la chiusura della Partita Iva forfettaria iscritta in Camera di Commercio deve essere obbligatoriamente inviata in maniera telematica. Anche in questo caso, se vuoi, puoi fare in autonomia la pratica, è sufficiente scaricare i software di compilazione, controllo ed invio della pratica ComUnica e seguire le indicazioni. La pratica di cessazione deve essere presentata entro il termine di 30 giorni dalla data di chiusura, in caso di invio tardivo, saranno richieste le sanzioni per chiusura retroattiva da parte dei vari enti coinvolti. In questo caso dovrai registrarti a Telemaco e dotarti di dispositivo di firma digitale. Il costo previsto è quello relativo al pagamento dei bolli e diritti di segreteria dovuti alla Camera di Commercio che ammontano a 17,50 € o 35,50 € nel caso di impresa artigiana. Se vuoi affidare a noi di pratichepartitaiva.it il servizio, i costi dei bolli e dei diritti di segreteria sono già inclusi nel prezzo indicato per il tuo tipo di pratica. Potrai trovare i prezzi delle pratiche al seguente link: Prezzi pratiche Partita Iva. Per chiudere la Partita Iva forfettaria in Camera di Commercio, è, come dicevo sopra, necessario presentare la pratica ComUnica e quindi: comunicare la cessazione all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio, all’Inps ed eventualmente anche all’Inail se la tua attività era iscritta ai fini assicurativi a tale ente. Se la Partita Iva forfettaria che devi chiudere era soggetta a comunicazione di inizio attività al Suap del Comune, sarà necessario anche presentare la Scia di chiusura. Se hai necessità di chiudere la Partita Iva forfettaria potrai contare sul nostro servizio, troverai professionisti esperti nel settore delle pratiche di apertura, variazione e chiusura delle Partita Iva individuali, contattaci compilando il form, ti aspettiamo!

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