Concordato Preventivo forfettari: come funziona?
Il Concordato Preventivo Biennale per i contribuenti forfettari Il Concordato preventivo biennale è uno strumento nato per favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi e una collaborazione tra contribuente e Pubblica Amministrazione. Trattandosi di una misura di nuova introduzione, sono ancora molti i chiarimenti attesi. Che cos’è il Concordato Preventivo Biennale? Normalmente, i contribuenti forfettari versano l’imposta sostitutiva (al 5% o al 15%) sul reddito conseguito nell’anno di riferimento, ovvero sugli incassi imponibili al netto del coefficiente di redditività. Lo strumento del Concordato Preventivo offre una nuova possibilità: il reddito su cui calcolare l’imposta dovuta, viene proposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate, in base alle informazioni in suo possesso e ai dati dichiarati dal contribuente. E’ bene ricordare che il concordato preventivo riguarda unicamente le imposte sui redditi , quindi per i contribuenti forfettari riguarda solo l’imposta sostitutiva, non rientra nel concordato il reddito per il calcolo dei contributi previdenziali che si calcoleranno sempre in base al reddito effettivo conseguito. Requisiti Possono aderire al concordato preventivo: i titolari di reddito di impresa e lavoro autonomo soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Attività) i titolari di Partita Iva che applicano il Regime forfettario soggetti con debiti tributari inferiori a 5.000 euro compresi sanzioni ed interessi coloro che hanno almeno un anno fiscale completo (per accedere al concordato per l’anno 2024, si deve aver iniziato l’attività entro il 31/12/2022) Esclusioni Si è esclusi dalla possibilità di adesione al concordato preventivo: coloro che hanno omesso la presentazione di almeno una delle Dichiarazioni dei Redditi nei tre anni precedenti a quello in cui si vuole aderire al concordato preventivo condanna per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dall’articolo 2621 del codice civile, nonché dagli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter 1 del codice penale, commessi negli ultimi tre periodi d’imposta antecedenti a quelli di applicazione del Concordato. Come funziona il concordato preventivo 2024 per i forfettari? Si è ancora in attesa sia del decreto che stabilirà le modalità di formulazione della proposta e sia del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con il quale saranno chiariti gli aspetti tecnici, ovvero come in concreto verrà effettuata la proposta del reddito concordato sul quale calcolare poi le imposte dovute. Si presume che la proposta sarà messa a disposizione dal software ISA dall’Agenzia delle Entrate. Una volta noto il reddito proposto in concordato dall’Agenzia delle Entrate, si potranno fare i calcoli per la verifica della convenienza o meno all’adesione a tale strumento. Il contribuente che aderisce al concordato, deve inserire nella Dichiarazione dei Redditi il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate e calcolare su tale importo le imposte sui redditi dovute. Si dovranno anche compilare i quadri aggiuntivi previsti per l’adesione al concordato. Quindi, il reddito calcolato secondo i metodi tradizionali (per i forfettari i ricavi al netto del coefficiente di redditività), anche se risulterà più alto o più basso di quello concordato proposto dall’Agenzia delle Entrate, non avrà alcuna rilevanza per il calcolo dell’imposta. Il calcolo dei contributi previdenziali è sempre da effettuare sul reddito calcolato tradizionalmente e non sul reddito concordato. Come abbiamo già detto, il concordato preventivo per i contribuenti forfettari è a oggi previsto in via sperimentale solo per l’anno 2024, non sembrerebbe quindi vincolare per anni successivi. Il concordato cessa di avere efficacia nei casi in cui il contribuente modifica l’attività svolta, cessa l’attività o in caso di accertamenti che determinino attività non dichiarate o altre violazioni commesse. Conviene aderire al concordato preventivo? Per valutare la convenienza all’adesione al concordato preventivo si devono valutare differenti fattori. Reddito effettivo vs Reddito proposto Per prima cosa, si deve verificare il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate (a oggi non si sa ancora né come e né quando verrà comunicato) così da capire se se si avrà un reddito concordato minore di quello effettivo e l’adesione comporti quindi il pagamento di minori imposte. L’analisi della convenienza derivante dal reddito proposto, è anche da effettuare tenendo conto della durata del vincolo del concordato. In generale il vincolo è di due anni (concordato biennale) ma per i contribuenti forfettari è solo di un anno, non sembrerebbe quindi vincolare per le prossime annualità. Esclusione da controlli amministrativi Aderendo al concordato, non si sarà soggetti a controlli amministrativi analitici da parte dell’Agenzia delle Entrate.
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