Regime forfettario Ditta Individuale

Come funziona il Regime forfettario per Ditta Individuale?

Il regime forfettario per la ditta individuale è sempre conveniente?

Il regime forfettario è il regime naturale delle ditte individuali.

Nonostante questo, in sede di compilazione del modello AA9/12 per la richiesta di attribuzione della Partita Iva, se si intende aderire a tale regime, è necessario flaggare l’apposita richiesta.

Requisiti Regime forfettario

Inoltre, è necessario rispettare alcuni requisiti per potervi accedere, NON possono accedere al regime forfettario:

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  • Le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali Iva;
  • Soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli stati membri della Ue e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • Soggetti che effettuano in via esclusiva operazioni di cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • Coloro che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari o che controllano direttamente o indirettamente Srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte con la propria Partita Iva;
  • Coloro che esercitano l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi di imposta oppure nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Coloro che nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore ai 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato nell’anno precedente.

Come funziona il forfettario per una Ditta individuale?

Il regime forfettario è un regime agevolato che prevede la determinazione del reddito imponibile in misura forfettaria, è necessario applicare il coefficiente di redditività ai ricavi incassati.

E’ stabilito un diverso codice di redditività abbinato al proprio codice Ateco. Sul reddito imponibile, al netto dei contributi obbligatori pagati nel periodo di imposta, è applicata l’aliquota unica del 15% o del 5% per i primi 5 anni di attività ma solo se si rispettano determinati requisiti.

Approfondisci coefficiente di redditività e imposta sostitutiva nel nostro seguente articolo: Partita Iva forfettaria.

Per il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Inps Artigiani e Commercianti è prevista la possibilità di pagare i contributi ridotti del 35%.

Tra le altre agevolazioni previste dal regime c’è quella relativa al non assoggettamento ad Iva dei ricavi oltre a semplificazioni di tipo fiscale quali l’esonero dalla tenuta dei registri Iva e degli adempimenti connessi, la non applicazione delle ritenute alla fonte se non di quelle riguardanti il reddito da lavoro dipendente e non si è soggetti alla ritenuta d’acconto sui compensi percepiti.

Quali aspetti valutare per il forfettario

Fatte queste premesse, vediamo quali sono gli aspetti da valutare prima di decidere se aderire al regime forfettario:

La gestione contabile è più semplice rispetto alla gestione di una Partita Iva gestita con il regime ordinario/semplificato e questo consente di poter ridurre i costi di gestione;

La tassazione agevolata che avviene con applicazione di un’imposta sostitutiva. Sui redditi percepiti dalla Partita Iva è quindi applicata un’imposta sostitutiva che “sostituisce” l’Irpef e le addizionali all’Irpef.

Di contro non è possibile fruire delle detrazioni/deduzioni di imposta fatta eccezione della deduzione dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori.

E’ possibile fruire dell’abbattimento del 35% dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione Artigiani e Commercianti ma, nel caso in cui nell’anno non si versino un importo pari ai contributi dovuti sul minimale è possibile che, ai fini previdenziali, non si abbia una copertura pari ai 12 mesi.

Quindi il forfettario per una ditta individuale, conviene?

Tenuto conto di quanto sopra esposto è necessario verificare se le detrazioni e le deduzioni di cui si potrebbe avere diritto rendono fiscalmente più conveniente accedere al regime ordinario di tassazione in luogo di quello forfettario.

E’ altresì necessario valutare quali sono i costi che effettivamente vengono sostenuti nel corso dell’anno. Nel regime forfettario i costi vengono dedotti in maniera forfettaria e non in maniera analitica come invece succede con il regime ordinario.

Ogni anno dovrai verificare di aver mantenuto i requisiti per restare nel regime forfettario, mentre c’è un limite di fatturato di € 100.000 al raggiungimento del quale i requisiti per restare nel regime forfettario sono immediatamente efficaci.

Ecco riassunti i requisiti Regime forfettario Ditta Individuale da verificare per poter restare nel regime forfettario:

  • Limite di 85.000 euro di ricavi e/o compensi incassati: se nel periodo di imposta hai superato € 85.000 di ricavi incassati, dall’anno successivo non potrai più restare nel regime forfettario. Se hai aperto Partita Iva in corso d’anno i ricavi sono da ragguagliare all’anno;
  • Sostenimento di spese per lavoro dipendente per un importo complessivo non superiore ai 20.000 € lordi

Spero l’articolo ti sia stato utile e se hai necessità di aprire la tua Partita Iva, noi di Pratiche Partita Iva siamo qui e ti aspettiamo. Contattaci, trovi dei professionisti esperti nella compilazione ed invio delle pratiche delle ditte individuali.

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