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Costi Ditta Individuale Regime forfettario

Costi Ditta Individuale Regime forfettario, quali sono? Il regime forfettario è un regime agevolato di determinazione delle imposte e di tenuta della contabilità, istituito nel 2015 e destinato ai soggetti economici di ridotte dimensioni. E’ il regime naturale per le persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché abbiano i requisiti stabiliti dalla legge e contestualmente non incorrano in una delle cause di esclusione. Le agevolazioni previste dal regime sono riferite sia all’iva che alle imposte sul reddito. Iva Ai fini Iva, i contribuenti in regime forfettario non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti e di conseguenza non detraggono l’Iva pagata sugli acquisti. Non devono presentare la dichiarazione Iva né annotare sui registri Iva i corrispettivi, le fatture emesse e le fatture ricevute. Devono però numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali, certificare i corrispettivi e integrare le fatture per le operazioni di cui risultano debitori di imposta. Imposte Anche ai fini delle imposte sui redditi sono previste delle semplificazioni che riguardano la non applicazione degli Isa, né delle ritenute alla fonte con l’eccezione di quelle riguardanti i dipendenti. Ai fini della tassazione dei ricavi incassati è prevista l’applicazione dell’imposta sostitutiva con un’aliquota agevolata del 5% o del 15%. Queste agevolazioni negli adempimenti contabili e fiscali consentono un risparmio di tempo nella gestione contabile che può riflettersi in un minor costo della tenuta della contabilità o redazione della dichiarazione dei redditi. Contributi Il forfettario in regime di impresa che paga i contributi alla gestione Inps Artigiani e Commercianti può richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare. I contributi Inps fissi ammontano a circa 4.200 euro annui, se si chiede la riduzione, l’importo dovuto diminuisce del 35%. Costi Regime forfettario: conclusioni I costi della ditta individuale in regime forfettario dipendono quindi dal tipo di attività esercitata e dalle scelte effettuate per quanto riguarda la parte contributiva e dal professionista a cui ci si affida per la gestione della contabilità e la redazione delle dichiarazioni fiscali. Inoltre ai fini delle imposte se si possiedono i requisiti previsti per le startup è possibile assoggettare il reddito ad un’aliquota ridotta del 5% per i primi 5 anni di attività, potrai trovare i riferimenti normativi al seguente link: reddito e tassazione . Servizio online apertura partita Iva Se vuoi aprire una Partita Iva in regime forfettario, dovrai tenere conto dei costi per le pratiche di apertura che differiscono dal tipo di attività esercitata. Verifica il costo del servizio di apertura alla pagina pratichepartitaiva.it e se avrai necessità di maggiori informazioni contattaci compilando il form.

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Attribuzione Partita Iva

Attribuzione Partita Iva Agenzia delle Entrate Che cosa si intende per Attribuzione della Partita Iva? Si chiede l’attribuzione della Partita Iva quando si vuole aprire una Partita Iva. La richiesta è fatta all’Agenzia delle Entrate presentando il modello AA9/12, l’Agenzia delle Entrate rilascia un “Certificato di attribuzione della Partita Iva”. Il numero di Partita Iva è un codice numerico di 11 cifre che identifica in maniera univoca gli operatori che intendono svolgere un’attività economica. Senza Partita Iva non è possibile esercitare in maniera abituale e continuativa un’attività commerciale o professionale. Ottenere il numero della Partita Iva Per la compilazione della modulistica per la richiesta dell’attribuzione della Partita Iva, è necessario verificare il tipo di attività che si intende andare ad esercitare per determinare correttamente il codice Ateco da inserire e che identifica l’attività esercitata. E’ altresì necessario stabilire quale sarà la sede di esercizio dell’attività e quale regime contabile si intende adottare, nello specifico se si vuole aderire ad un regime agevolato di determinazione delle imposte (come ad esempio il Regime forfettario). Se per esercitare la tua attività devi anche essere iscritto in Camera di Commercio, la richiesta di attribuzione della Partita Iva sarà solo il primo passaggio per poter poi essere abilitato all’esercizio della tua attività imprenditoriale. Compilare il Modello Potrai compilare e presentare il modello AA9/12 in autonomia, le modalità previste per la presentazione del modello all’Agenzia delle Entrate sono le seguenti: In duplice esemplare direttamente o tramite una persona appositamente delegata ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate; In unico esemplare con posta raccomandata, alla modulistica dovrai allegare fotocopia del documento di identità del dichiarante; Per via telematica direttamente da te oppure tramite i soggetti incaricati alla trasmissione telematica, noi di pratichepartitaiva.it siamo intermediari abilitati; Esclusivamente per via telematica con ComUnica quando l’attività è da iscrivere anche in Camera di Commercio. Il nostro servizio online Pratiche Partita Iva Hai bisogno di aiuto per la compilazione del modulo per ottenere la Partita Iva? Scrivici e ti daremo tutte le informazioni sui nostri servizi! Mi auguro che queste informazioni possano esserti state utili, se hai bisogno di aprire la Partita Iva, potrai contattarci con i canali indicati sul nostro sito pratichepartitaiva.it , ti risponderà uno dei professionisti che compongono il nostro staff. Ti aspettiamo!

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Codice Ateco praticante avvocato

Qual è il Codice Ateco per praticante avvocato? Finalmente, dopo tanta fatica, ti sei laureato in giurisprudenza e ora devi iniziare il periodo di praticantato definito anche tirocinio professionale. Questo periodo, della durata di 18 mesi, è obbligatorio ed è finalizzato al completamento della tua formazione. Al termine di questo periodo dovrai sostenere un esame di abilitazione all’esercizio della professione, al superamento dell’esame di abilitazione potrai iscriverti all’albo degli Avvocati ed esercitare la professione degli studi legali. Per iniziare il tirocinio professionale dovrai iscriverti al registro dei praticanti avvocati che è tenuto presso il Consiglio nazionale forense. Il tirocinio ha lo scopo di far apprendere al praticante avvocato la gestione di uno studio legale e a rispettare i principi etici e le regole deontologiche. Dopo i primi sei mesi di pratica, potrai ricevere un’indennità o un compenso per l’attività svolta nello studio, per questo motivo potrebbe essere necessario aprire una Partita Iva. Aprire Partita Iva praticante Avvocato Con l’apertura della Partita Iva potrai fatturare il compenso e il rimborso spese allo studio legale presso il quale svolgi il praticantato. Ma quale codice Ateco identifica la tua attività professionale fino a che non avrai superato l’esame di stato? Il codice Ateco “69.10.10 – Attività degli studi legali” dettaglia le attività che possono essere svolte, in particolare: difesa degli interessi di una parte nei confronti di un’altra parte effettuata da (o sotto la direzione di) persone abilitate ad esercitare la professione forense, innanzi a un tribunale o altro organo giudiziario, e in particolare: l’assistenza e rappresentanza nei processi civili, l’assistenza e rappresentanza nei processi penali, l’assistenza e rappresentanza in materia di controversie del lavoro attività di consulenza giuridica e legale Questo codice Ateco è sicuramente quello che identifica l’attività di un avvocato abilitato all’esercizio dell’attività forense, oppure per te che sei praticante di uno studio legale e devi aprire la Partita Iva per fatturare il compenso per l’attività svolta nello studio legale, in quanto eserciti l’attività di difesa degli interessi di una parte sotto la direzione di persone abilitate all’esercizio della professione. A nostro avviso non puoi utilizzare il codice Ateco 69.10.10 se agisci autonomamente e quindi se le prestazioni professionali non vengono prestate allo studio legale presso il quale svolgi il tirocinio professionale. In questo caso è necessario valutare quale codice Ateco è più rispondente all’attività esercitata. Noi di pratichepartitaiva.it offriamo anche un servizio di consulenza, con l’aiuto di un professionista esperto valuterai la soluzione che più si adatta al tuo specifico caso e se poi vorrai, potremo anche occuparci delle pratiche di apertura della tua Partita Iva.

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Regime forfettario Ditta Individuale

Come funziona il Regime forfettario per Ditta Individuale? Il regime forfettario per la ditta individuale è sempre conveniente? Il regime forfettario è il regime naturale delle ditte individuali. Nonostante questo, in sede di compilazione del modello AA9/12 per la richiesta di attribuzione della Partita Iva, se si intende aderire a tale regime, è necessario flaggare l’apposita richiesta. Requisiti Regime forfettario Inoltre, è necessario rispettare alcuni requisiti per potervi accedere, NON possono accedere al regime forfettario: Le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali Iva; Soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli stati membri della Ue e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato; Soggetti che effettuano in via esclusiva operazioni di cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi; Coloro che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari o che controllano direttamente o indirettamente Srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte con la propria Partita Iva; Coloro che esercitano l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi di imposta oppure nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni; Coloro che nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore ai 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato nell’anno precedente. Come funziona il forfettario per una Ditta individuale? Il regime forfettario è un regime agevolato che prevede la determinazione del reddito imponibile in misura forfettaria, è necessario applicare il coefficiente di redditività ai ricavi incassati. E’ stabilito un diverso codice di redditività abbinato al proprio codice Ateco. Sul reddito imponibile, al netto dei contributi obbligatori pagati nel periodo di imposta, è applicata l’aliquota unica del 15% o del 5% per i primi 5 anni di attività ma solo se si rispettano determinati requisiti. Approfondisci coefficiente di redditività e imposta sostitutiva nel nostro seguente articolo: Partita Iva forfettaria. Per il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Inps Artigiani e Commercianti è prevista la possibilità di pagare i contributi ridotti del 35%. Tra le altre agevolazioni previste dal regime c’è quella relativa al non assoggettamento ad Iva dei ricavi oltre a semplificazioni di tipo fiscale quali l’esonero dalla tenuta dei registri Iva e degli adempimenti connessi, la non applicazione delle ritenute alla fonte se non di quelle riguardanti il reddito da lavoro dipendente e non si è soggetti alla ritenuta d’acconto sui compensi percepiti. Quali aspetti valutare per il forfettario Fatte queste premesse, vediamo quali sono gli aspetti da valutare prima di decidere se aderire al regime forfettario: La gestione contabile è più semplice rispetto alla gestione di una Partita Iva gestita con il regime ordinario/semplificato e questo consente di poter ridurre i costi di gestione; La tassazione agevolata che avviene con applicazione di un’imposta sostitutiva. Sui redditi percepiti dalla Partita Iva è quindi applicata un’imposta sostitutiva che “sostituisce” l’Irpef e le addizionali all’Irpef. Di contro non è possibile fruire delle detrazioni/deduzioni di imposta fatta eccezione della deduzione dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori. E’ possibile fruire dell’abbattimento del 35% dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione Artigiani e Commercianti ma, nel caso in cui nell’anno non si versino un importo pari ai contributi dovuti sul minimale è possibile che, ai fini previdenziali, non si abbia una copertura pari ai 12 mesi. Quindi il forfettario per una ditta individuale, conviene? Tenuto conto di quanto sopra esposto è necessario verificare se le detrazioni e le deduzioni di cui si potrebbe avere diritto rendono fiscalmente più conveniente accedere al regime ordinario di tassazione in luogo di quello forfettario. E’ altresì necessario valutare quali sono i costi che effettivamente vengono sostenuti nel corso dell’anno. Nel regime forfettario i costi vengono dedotti in maniera forfettaria e non in maniera analitica come invece succede con il regime ordinario. Ogni anno dovrai verificare di aver mantenuto i requisiti per restare nel regime forfettario, mentre c’è un limite di fatturato di € 100.000 al raggiungimento del quale i requisiti per restare nel regime forfettario sono immediatamente efficaci. Ecco riassunti i requisiti Regime forfettario Ditta Individuale da verificare per poter restare nel regime forfettario: Limite di 85.000 euro di ricavi e/o compensi incassati: se nel periodo di imposta hai superato € 85.000 di ricavi incassati, dall’anno successivo non potrai più restare nel regime forfettario. Se hai aperto Partita Iva in corso d’anno i ricavi sono da ragguagliare all’anno; Sostenimento di spese per lavoro dipendente per un importo complessivo non superiore ai 20.000 € lordi Spero l’articolo ti sia stato utile e se hai necessità di aprire la tua Partita Iva, noi di Pratiche Partita Iva siamo qui e ti aspettiamo. Contattaci, trovi dei professionisti esperti nella compilazione ed invio delle pratiche delle ditte individuali.

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Aprire la Partita Iva

Come aprire la Partita Iva? Per aprire la Partita Iva come libero professionista è sufficiente compilare e presentare in maniera gratuita il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Il modello AA9/12 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate ed è utilizzabile per comunicare l’inizio attività, la variazione dei dati o la cessazione dell’attività ai fini Iva delle persone fisiche. Non sai se la tua tipologia di attività è da considerare professionale o commerciale? Leggi il nostro articolo libero professionista o Camera di Commercio? Se la tua attività è soggetta ad iscrizione nel Registro Imprese, devi avvalerti della Comunicazione Unica (ComUnica) da inviarsi esclusivamente in maniera telematica. Cosa serve per aprire la Partita Iva? Le istruzioni per la compilazione e l’invio del modello AA9/12 sono disponibili al seguente link: Modello AA9/12 e relative istruzioni. Per poter procedere con l’apertura della Partita Iva devi: Stabilire la data di inizio attività; Identificare il codice Ateco dell’attività o delle attività che andrai ad esercitare; Se vuoi aderire al regime fiscale agevolato dei forfettari. Queste informazioni ti saranno necessarie sia se deciderai di compilare in autonomia il modello AA9/12, sia che incaricherai un professionista allo svolgimento della pratica. Come inviare la pratica di apertura? Per la compilazione ed invio della modulistica potrai rivolgerti al nostro servizio online Pratiche Partita Iva. Siamo un Team di Professionisti che da anni si occupa di compilare ed inviare pratiche di apertura, variazione e chiusura delle ditte individuali: mettiamo al tuo servizio la nostra competenza, sfidaci e vedrai che non rimarrai deluso! Se devi aprire la tua attività anche in Camera di Commercio, la procedura di apertura è un pochino più complessa ma non spaventarti, soprattutto se ti rivolgi a noi di Pratiche Partita Iva, penseremo noi a tutto, dovrai solo fornirci la documentazione che ti chiederemo. Se invece vuoi procedere in autonomia dovrai compilare la pratica Comunica seguendo tutte le indicazioni presenti sul relativo sito. Per aprire la Partita Iva dovrai dotarti di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) che dovrà essere obbligatoriamente indicata sulla modulistica da presentare. L’indirizzo di posta certificata verrà inserito in INI-PEC (istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico ) che raccoglie gli indirizzi PEC delle Imprese e dei Professionisti presenti sul territorio nazionale. Le amministrazioni finanziarie utilizzano tale indirizzo per comunicare con le imprese e i professionisti, tali comunicazioni hanno valore di posta raccomandata ricevuta indipendentemente dall’avvenuta lettura della stessa, è pertanto molto importante non far scadere l’indirizzo PEC e leggere periodicamente le comunicazioni che possono arrivare. Se hai necessità di aprire la Partita Iva non perdere tempo ad avventurarti nella compilazione ed invio della modulistica con il rischio di sbagliare qualche dato, affidati a chi fa queste pratiche per mestiere come noi di pratichepartitaiva.it. Ti aspettiamo, contattaci compilando il form che trovi accedendo alla nostra pagina web. A presto!

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Apertura Partita Iva online

Come fare l’apertura Partita Iva online? Puoi aprire la tua Partita Iva comodamente da casa senza recarti presso alcun ufficio in due modi: Predisponendo ed inviando le pratiche direttamente in autonomia; Affidandoti al nostro servizio online pratichepartitaiva.it Ti spiego come possono funzionare le due modalità. Tipologia di attività da aprire Per prima cosa devi capire se l’attività che andrai a svolgere è di tipo professionale o invece viene esercitata in forma di impresa perché la modulistica e gli enti a cui dovrai iscriverti sono differenti. Partita Iva professionale Se la Partita Iva è di tipo professionale, sarà necessario richiedere l’attribuzione della Partita Iva alla sola Agenzia delle Entrate. Naturalmente, per assolvere al pagamento dei contributi previdenziali sarà necessario iscriversi alla Gestione Separata Inps oppure dovrai iscriverti alla tua Cassa ordinistica di appartenenza (Cipag, Enpacl, Cassa Forense, Inarcassa, ecc.). Attività di impresa Se la Partita Iva è un’impresa, devi iscriverti in Camera di Commercio. Puoi verificare se la tua attività è da iscrivere in Camera di Commercio inserendo il codice Ateco o una descrizione minima dell’attività esercitata al seguente pagina Infocamere Guida Ateco. Con l’iscrizione in Camera di Commercio dovrai iscriverti alla Gestione Artigiani/Commercianti Inps per assolvere al pagamento dei contributi previdenziali. Passaggi per apertura Partita Iva online Per aprire in autonomia attività professionale all’Agenzia delle Entrate puoi predisporre la pratica di apertura della Partita Iva compilando il modello AA9/12 ed inviarlo all’Agenzia delle Entrate seguendo le indicazioni riportate al seguente link guida compilazione modello AA9/12. Con il nostro servizio online, ci occupiamo noi della compilazione e dell’invio delle pratiche, scopri il Servizio per aprire la Partita Iva all’Agenzia delle Entrate. Per aprire un’attività commerciale o artigianale, devi effettuare anche l’iscrizione in Camera di Commercio e puoi seguire le indicazioni presenti direttamente sul sito Infocamere. Dovrai registrarti e dotarti di un dispositivo di firma digitale oltre ad un indirizzo PEC. Attenzione a compilare i moduli di tutti gli enti a cui devi inviare la domanda di apertura della tua Partita Iva. Con il nostro servizio online, ci occupiamo noi della compilazione e dell’invio delle pratiche, scopri il Servizio per aprire la Partita Iva e iscriverti in Camera di Commercio. Perché scegliere Pratiche Partita Iva? Affidandoti al nostro servizio online, sai esattamente il prezzo del servizio, i documenti necessari e le tempistiche per l’apertura. Il nostro servizio opera da molti anni ed ha al proprio attivo migliaia di pratiche (leggi le nostre recensioni su TrustPilot!), la nostra esperienza è al tuo servizio! Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci e saremo ben lieti di fornirti eventuali ulteriori informazioni di cui necessiti, contattaci via WhatsApp o compilando il form!

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Apertura Partita Iva praticante Avvocato

Apertura Partita Iva praticante Avvocato Il praticante avvocato è un laureato in Legge che ai fini di esercitare l’attività forense deve effettuare un periodo di praticantato presso uno studio legale. Tale periodo è incompatibile con un rapporto di lavoro subordinato come dipendente, se sei un praticante che esercita l’attività professionale in maniera abituale puoi invece aprire la Partita Iva e pagare i contributi previdenziali alla Gestione Separata Inps. Dopo esserti iscritto nel Registro dei Praticanti, hai anche la facoltà di iscriverti volontariamente alla Cassa Forense, così come previsto dall’Art. 5 del Regolamento Unico Della Previdenza Forense. Partita Iva forfettaria Ai fini contabili e fiscali, potrai beneficiare del regime forfettario di determinazione delle imposte. Tale regime prevede agevolazioni in merito alla tassazione. Verifica di rispettare i requisiti per l’adesione al Regime. Ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta del 5%, il periodo di pratica professionale non è considerato come mera prosecuzione dell’attività precedentemente esercitata. Oltre ad una tassazione ridotta, con il regime forfettario non sei soggetto alla disciplina della ritenuta d’acconto e non devi assoggettare ad Iva le tue prestazioni. Non sei inoltre tenuto alla compilazione dei registri obbligatori ai fini Iva. Come fare l’apertura Partita Iva praticante Avvocato Indipendentemente dal regime fiscale adottato, sarà necessario richiedere l’attribuzione della Partita Iva, che deve essere effettuata per iniziare ad esercitare l’attività professionale. L’attribuzione della Partita Iva si richiede con un apposito modulo da inviare all’Agenzia delle Entrate. Il nostro Team di esperti offre il servizio online per aprire Partita Iva in poche ore! La pratica di attribuzione della Partita Iva potrai farla anche in autonomia compilando il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Ti consigliamo di rivolgerti a professionisti che abitualmente si occupano di questa materia e che potranno anche fornirti preziosi consigli. Ricordati che ogni anno dovrai compilare ed inviare la dichiarazione Redditi Persone Fisiche per dichiarare i ricavi incassati e il tuo reddito imponibile sul quale verranno calcolate le imposte ed i contributi previdenziali dovuti.

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Iscrizione Camera di Commercio costi

Quanto costa l’iscrizione in Camera di Commercio? La pratica di iscrizione in Camera di Commercio è soggetta al pagamento di bolli e diritti di segreteria di circa 35,50 € oltre al costo del professionista che provvede alla compilazione ed invio della pratica. E’ altresì possibile fare la pratica in autonomia ed in questo caso è necessario seguire le indicazioni contenute nella pagina di ComunicaStarWeb, tale procedura non richiede alcuna installazione di software ma è necessario aver aderito al servizio Telemaco, essersi dotati di un dispositivo di firma digitale oltre all’indirizzo PEC. Il possesso di un dispositivo di firma digitale e l’indirizzo PEC sono necessari anche nel caso in cui la pratica venga affidata a terzi. Il dispositivo di firma digitale permette di firmare i documenti che verranno poi inviati alla Camera di Commercio. L’indirizzo PEC è obbligatorio per tutti coloro che hanno una Partita Iva e che vengono iscritti in Camera di Commercio o ad un albo o elenco professionale. La variazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata deve essere sempre comunicata alla Camera di Commercio che provvederà a modificarlo anche nel registro Ini-Pec che raccoglie tutti gli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti. Iscrizione Camera di Commercio, tra i costi è presente anche il diritto annuale di € 53,00 da pagare entro 30 giorni dall’avvenuta iscrizione ed entro il 30 giugno di ogni anno per le annualità successive alla prima. Iscrizione Camera di Commercio costi dei contributi Sarà inoltre necessario pagare i contributi previdenziali alla Gestione Artigiani Commercianti INPS. La contribuzione previdenziale è obbligatoria e si compone di: una componente fissa (contributi sul minimale) che ammonta a circa € 4.000 su base annua e che sono da pagare trimestralmente indipendentemente dal reddito conseguito e dichiarato una componente in percentuale che viene calcolata sul reddito che eccede l’importo di € 17.504,00 circa e da pagare in sede di dichiarazione dei redditi. Se affidi a noi di pratichepartitaiva.it la pratica di iscrizione, nel costo del servizio i bolli e diritti di segreteria sono inclusi. Il nostro team è composto da professionisti esperti che da anni si occupano delle pratiche relative alle pratiche delle ditte individuali, contattaci senza impegno, ti aspettiamo!

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Fatturare senza Partita Iva

Si può fatturare senza Partita Iva? Chiariamoci subito: se non hai Partita Iva, non puoi emettere fattura. Se però hai svolto un’attività occasionale, quale documento puoi emettere per certificare i tuoi incassi e da rilasciare al tuo committente affinché possa dedurre l’importo che ti ha corrisposto? Bene, in questo caso potrai emettere una “Ricevuta per prestazione occasionale”. Emettere ricevuta di prestazione occasionale Quando emetti ricevuta per prestazione occasionale: se di importo superiore ai € 77,47 dovrai applicare la marca da bollo da € 2,00 il compenso corrisposto sarà al netto della ritenuta d’acconto del 20%. La ritenuta d’acconto viene pagata dal tuo committente direttamente allo stato, il quale dovrà consegnarti entro il mese di marzo dell’anno successivo la Certificazione Unica trasmessa all’Agenzia delle Entrate e attestante l’avvenuto pagamento della ritenuta. Ad esempio, se hai concordato un compenso lordo di € 1.000,00, il conteggio da fare sarà quindi il seguente: + importo lordo € 1.000,00 – ritenuta d’acconto € 200,00 (1.000×20%) = netto a pagare € 800,00 La ritenuta d’acconto costituisce un acconto delle imposte calcolate sull’importo lordo, in sede di dichiarazione dei redditi dovrai dichiarare il compenso lordo percepito e la ritenuta di acconto sarà scalata dalle imposte dovute. Se in base ai tuoi redditi non emergono imposte, potrai chiedere, sempre con la dichiarazione dei redditi, il rimborso delle ritenute versate e non dovute. La marca da bollo potrà essere anche addebitata al cliente. Per alcune attività non è prevista la possibilità di rilasciare ricevute per prestazioni occasionali, come ad esempio per l’attività di commercio online. Se vendi online sei obbligato a dotarti di Partita Iva ed in tal caso potrai rivolgerti a pratichepartitaiva.it, il nostro staff è composto da professionisti esperti che da anni trattano le pratiche di apertura, variazione e chiusura delle ditte individuali. Quando non puoi più fatturare senza Partita Iva? La prestazione occasionale, come dice la parola, è un’attività che viene svolta in maniera saltuaria e non continuativa, il tutto indipendentemente da quanto si incassa. Il famoso limite dei 5.000 € è riferito esclusivamente alla gestione previdenziale del compenso, non a quella fiscale. Facciamo un esempio sulla prestazione di consulenza informatica. Sei un esperto di computer e la società del tuo amico ti chiede una consulenza informatica, tu nella vita ti occupi di tutt’altro, magari sei uno studente che ogni tanto fa qualche lavoro, giusto così per arrotondare, in questo caso la prestazione svolta per la società del tuo amico è una prestazione occasionale e quindi gli rilascerai ricevuta con ritenuta d’acconto. Scopri che ti piace fare consulenza informatica e pubblicizzi la cosa, insomma, ne vuoi fare la tua attività, magari non per sempre ma per un periodo più o meno lungo sì, allora in questo caso devi aprire Partita Iva. Anche se non incassi molto perché al momento il lavoro arriva solo con il passaparola, questa attività non può più essere considerata un’attività saltuaria. Aprire la Partita Iva ti spaventa? Tranquillo non è un problema, ci siamo noi di pratichepartitaiva.it , pensiamo noi alle pratiche da fare, ti diciamo quali documenti servono e presso quali enti devi essere iscritto e tu puoi iniziare la tua attività senza pensieri.

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Naspi anticipata per apertura Partita Iva

Come richiedere la Naspi anticipata per apertura Partita Iva? Se hai diritto alla Naspi e vuoi aprire la Partita Iva, cosa succede? Hai due possibilità: richiedere l’erogazione della Naspi anticipata per apertura Partita Iva in un’unica soluzione continuare a percepire la Naspi mensilmente. In questo caso, però, l’importo erogato mensilmente verrà ridotto in base al reddito presunto derivante da attività autonoma che dovrai comunicare all’Inps. Ci focalizziamo ora sulla richiesta della Naspi anticipata in un’unica soluzione. Come funziona la Naspi anticipata per apertura Partita Iva? Ecco la risposta alle principali domande che riceviamo dai nostri utenti su questo argomento. Posso richiedere la Naspi anticipata ? Puoi richiedere l’erogazione della Naspi anticipata in un’unica soluzione: devi avere diritto e risultare beneficiario di Naspi e se avvii una Partita Iva individuale: sia per attività professionale (apertura alla sola Agenzia delle Entrate) che per attività imprenditoriale (iscrizione anche alla Camera di Commercio). Quanto spetta? Come indicato direttamente sul sito dell’Inps, l’importo che viene liquidato in un’unica soluzione è quello relativo all’indennità mensile Naspi spettante e non ancora percepito. Su tale somma, viene operata la trattenuta IRPEF secondo la normativa vigente. Ci sono dei limiti da rispettare? Se richiedi la Naspi anticipata in un’unica soluzione: non sei soggetto a nessun limite di reddito che puoi conseguire con la tua Partita Iva, ovvero non hai nessun limite di incassi oltre il quale dovrai restituire la Naspi che ti è stata erogata sei soggetto a limitazioni se intraprendi un altro lavoro subordinato: se ad esempio hai ottenuto l’erogazione anticipata della Naspi che avresti dovuto ricevere in 12 mesi e dopo 6 mesi vieni assunto da un’azienda con contratto di lavoro subordinato (quindi non lavorando con Partita Iva), dovrai restituire l’importo della Naspi spettante per i 6 mesi restanti. Quando fare la domanda per la Naspi anticipata per apertura Partita Iva? Come abbiamo già detto, la domanda per la Naspi anticipata deve essere fatta dopo che sia già stata presenta la domanda per la Naspi, quindi riassumendo: (se non lo hai già fatto) presenti la domanda per la Naspi apri Partita Iva entro 30 giorni dall’apertura, devi effettuare la domanda per la Naspi anticipata. E nel caso in cui tu avessi già la Partita Iva aperta contemporaneamente al lavoro dipendente cessato e che ti da diritto alla possibilità di richiedere la Naspi anticipata? In questo caso la domanda per la Naspi anticipata deve essere fatta entro 30 giorni dalla richiesta della Naspi (in quanto non può essere valido il termine dei 30 giorni dall’apertura della Partita Iva perchè è già aperta da tempo). Consiglio importante: data l’importanza del rispetto di tutti i passaggi, noi consigliamo sempre di contattare la propria sede Inps così da richiedere esattamente i passaggi che richiedono, in questo modo saprai come comportanti ed eviterai incomprensioni burocratiche. Come fare domanda per la Naspi anticipata? La domanda per la richiesta di liquidazione anticipata della Naspi, deve essere fatta online attraverso il sito dell’Inps, trovi qui l’apposita sezione: Domanda Naspi anticipata sito Inps. Hai bisogno di aiuto? I nostri professionisti sono a tua disposizione, contattaci!

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