Apertura Partita Iva Regime forfettario

Apertura Partita Iva Regime forfettario

Cosa vuol dire aprire la Partita Iva in regime forfettario?

Il regime forfettario è il regime naturale per le persone fisiche che intendono aprire una Partita Iva.

Per poter accedere a questo regime è però necessario rispettare determinati requisiti oggettivi e soggettivi e non rientrare in nessuna delle cause di esclusione.

Regime forfettario riferimenti normativi

Il regime forfettario è stato istituito con la legge di Bilancio del 2015 e nello specifico l’art. 1 commi 54-89 della Legge n. 190 del 23.12.2014 e negli anni, ha subito alcuni interventi legislativi che hanno modificato alcuni aspetti.

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Chi accede al regime forfettario ha la possibilità di usufruire di un’aliquota di tassazione ridotta e della deducibilità forfettaria dei costi. Proprio questa peculiarità dà il nome al regime fiscale.

La circolare 10/E del 2016 disciplina il regime forfettario e con la circolare 9/E del 2019 vengono modificati alcuni parametri.

Condizioni apertura Partita Iva Regime forfettario

Non puoi procedere con l’apertura della Partita Iva in regime forfettario se:

nell’anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati (ad esempio reddito di pensione) di importo superiore ai 30.000 € lordi, puoi trovare questo dato nella CU (Certificazione Unica) che ti rilascia il tuo datore di lavoro. Se il rapporto di lavoro si è interrotto entro la fine dell’anno precedente l’apertura della Partita Iva in regime forfettario, non devi tenere conto di questo dato;

  • se intendi aprire un’attività che si avvale di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito, come ad esempio l’attività di vendita di libri;
  • se sei un soggetto Non residente, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e produci in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • se eserciti in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi;
  • se partecipi a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’art. 5 del TUIR, o a Srl aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale;
  • se controlli direttamente o indirettamente Srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte con la nuova Partita Iva;
  • se l’attività viene esercitata in maniera prevalente nei confronti di datori di lavoro o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi di imposta, non rientra il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Vantaggi Regime forfettario

Ci sono due aspetti che rendono appetibile la scelta di effettuare l’apertura della Partita Iva in regime forfettario:

  • 1- la tassazione agevolata;
  • 2- minori adempimenti fiscali.

1- La tassazione agevolata

Con il regime forfettario l’imposta sostitutiva all’Irpef è calcolata applicando una sola aliquota al reddito imponibile che è del 15%. Per le nuove attività e per i primi 5 anni, l’imposta è solo del 5%.

Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi incassati il coefficiente di redditività abbinato al proprio codice Ateco a cui vengono sottratti i contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo di imposta oggetto di calcolo.

La tabella del coefficiente di redditività è disponibile nel nostro articolo sulla Partita Iva in Regime forfettario.

L’imposta sostitutiva non è calcolata sui ricavi al netto dei costi deducibili sostenuti per l’attività come si fa nel regime ordinario ma i ricavi incassati vengono moltiplicati per il coefficiente di redditività per determinare il reddito lordo imponibile. La differenza tra i ricavi e il reddito così determinato rappresenta i costi dedotti in maniera forfettaria.

Ipotizziamo un’attività di “Commercio al dettaglio di calzature e accessori”, codice Ateco 47.72.10 con ricavi incassati pari ad euro 25.000 e aliquota ridotta del 5% in quanto trattasi di nuova attività.

L’imposta sostitutiva da versare all’erario sarà di € 500 ed è così determinata:

Ricavi € 25.000×40% coefficiente di redditività= € 10.000 reddito imponibile

€ 10.000 x 5% = € 500,00 imposta sostitutiva da pagare

Nell’esempio non abbiamo tenuto conto di eventuali contributi previdenziali versati che avrebbero diminuito il reddito lordo imponibile di € 10.000.

Per chi è iscritto alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti è anche possibile usufruire di una riduzione del 35% dei contributi dovuti. La richiesta di riduzione deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di iscrizione all’Inps oppure entro il 28/02 dell’anno da cui si intende fruire dell’agevolazione contributiva.

2-Minori adempimenti fiscali

Con l’adesione al regime forfettario non dovrai addebitare l’Iva in fattura o sui corrispettivi ai tuoi clienti e non potrai detrarre l’iva sugli acquisti, dovrai però calcolare e pagare l’Iva sugli acquisti effettuati dall’estero quando la stessa non è già stata pagata in dogana.

Non sarai obbligato a tenere i registri Iva obbligatori per chi opera in regime semplificato ma dovrai conservare e numerare le fatture di acquisto ricevute, altresì non sarai soggetto agli ISA (ex Studi di settore).

Le tue prestazioni, se sei un professionista, non saranno assoggettate a ritenuta d’acconto e non dovrai versare le ritenute sulle prestazioni rese da un professionista nei tuoi confronti previa comunicazione, preferibilmente scritta, che operi in regime forfettario.

Le prestazioni rese saranno soggette ad imposta di bollo da € 2,00 se l’importo fatturato supera i € 77,47 se il bollo viene addebitato al cliente, concorrerà alla formazione dei ricavi soggetti a tassazione.

Sarai comunque tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi modello Persone Fisiche, anche se non hai incassato ricavi nel periodo di imposta.

Il contribuente in regime forfettario, non applicando l’iva alle prestazioni rese o alle vendite effettuate lo rende più competitivo rispetto al concorrente che adotta il regime ordinario.

Anche per quanto riguarda il costo della tenuta della contabilità, l’apertura della Partita Iva in regime forfettario può comportare un esborso economico inferiore.

Di contro il regime forfettario impedisce la possibilità di usufruire di detrazioni o deduzioni di imposta proprie di chi assoggetta i propri redditi all’Irpef. Non è infatti possibile poter dedurre, ad eccezione dei contributi previdenziali obbligatori versati per legge, di contributi quali i premi versati in seguito all’adesione a fondi di previdenza complementare o detrarre spese mediche, assicurazioni sulla vita, spese scolastiche, spese per ristrutturazione immobili.

La scelta di aderire ad un regime piuttosto che ad un altro è da fare prima di effettuare l’apertura della Partita Iva in regime forfettario analizzando la propria personale situazione.

E’ possibile però effettuare l’apertura della Partita Iva in regime forfettario e valutare poi ogni anno, sempre che non si perdano i requisiti per poter restare nel regime, se modificare il regime passando dal regime forfettario al regime semplificato dal periodo di imposta successivo.

Spero di essere risuscita a fornirti una panoramica inerente l’apertura della Partita Iva in regime forfettario, se hai necessità di ulteriori informazioni scrivi subito ai nostri esperti!

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